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Federazione Unitaria Italiana Scrittori FUIS

Gli scrittori: sempre più poveri? La ricerca della FUIS

22/12/2016

Risultati dell’indagine nazionale “La condizione economica e sociale dello scrittore in Italia e nella realtà digitale”

Gli scrittori: sempre più poveri? La ricerca della FUISNella realtà digitale italiana il 96,5% degli scrittori intervistati non riesce a sostenersi economicamente con i soli guadagni della propria attività di scrittore.

“Solo” il 37,8% svolge il ruolo di scrittore a tempo pieno, senza che ciò possa produrre reddito sufficiente al mantenimento, e il 32,6% descrive il proprio lavoro come “autore” anche se il mestiere di scrivere piace al 97,7% del campione. Sono i dati dell’indagine, promossa dalla Fuis e coordinata da Giovanni Prattichizzo, su “La condizione economica e sociale dello scrittore nella realtà digitale” presentati durante la V edizione degli “Stati Generali dellAutore”, che si è tenuta mercoledì 21 dicembre, presso Palazzo Ferrajoli, Piazza Colonna 355, Roma.
I due ambiti dai quali il campione riceve la maggior parte dei guadagni sono i libri (41,1%), la docenza/insegnamento (37%) e gli articoli per la stampa (19,2%).

Alla richiesta di indicare la fascia di reddito di appartenenza, il 57,9% dichiara di percepire meno di 15.000 euro (con una forte percentuale al di sotto del reddito di sussistenza) ed il 25% del campione dichiara  di rientrare nella fascia successiva.
I generi da cui gli scrittori del nostro campione riceve maggiore guadagno sono la narrativa (32,8%), la non -fiction (11,9%) e la narrativa per ragazzi (7,5%).

Alcuni rispondenti dichiarano di non ricevere i diritti d’autore da parte del proprio editore anche se, alla domanda secca, il 56,6% afferma di ricevere un minimo di proventi per diritto dautore non necessario per la sopravvivenza.

L’aspetto contrattuale è, senza dubbio, quello più delicato e, a volte, anche con meno consapevolezze e conoscenze da parte degli scrittori. Il 78,2% del campione non ha mai firmato un contratto in cui rinuncia ai diritti d’autore. Il 52,9% ha firmato, nel corso del 2015, tra 1 e 5 contratti, mentre il 47,1% nessun contratto. Negli ultimi tempi è risultato un aumento dell’editoria a pagamento e il pagamento per la pubblicazione.

Gli scrittori ricevono una percentuale sul prezzo di copertina (87,9%). Per il 55,6% il diritto dautore viene concesso a edizione (a libro) mentre per il 44,4% viene ceduto a tempo (a termine). Il 92,7% degli scrittori non ha mai avuto una disputa con l’editore sui diritti morali e l’84,1% non la ha avuta sui diritti patrimoniali.
I social network sono oramai luogo di visualizzazione e diffusione della forma libro. Gli scrittori conoscono ed utilizzano i social network. Il più diffuso ed usato è, ovviamente, Facebook, seguito da LinkedIn e Twitter. I media sociali si affermano nel contesto di rete 2.0 come uno spazio che consente di costruire una rete di contatti, relazioni ed interazioni.
Stati Generali Autori 5
La rete rappresenta la vetrina per gli autori ed, in effetti, per il campione di rispondenti, i social network sono maggiormente utilizzati per far conoscere il proprio libro (77,6%), per diffondere inviti a manifestazioni, reading a cui parteciperà lautore (75,3%) e per entrare in relazione con altri scrittori e fan (71,8%).
Il 52,9% è consapevole che esistono social network specifici per scrittori.

L’ultima sezione del questionario riguarda la consulenza professionale e l’uso che viene fatto dagli scrittori. L87,6% del nostro campione non ha un agente letterario. Il 71,1% degli scrittori non ha mai avuto bisogno di una consulenza legale o professionale prima della firma di un contratto di edizione. Gli scrittori che hanno avuto necessità di consulenza si sono rivolti prevalentemente agli avvocati (48,4%), agli amici (41,9%) e a colleghi di lavoro ( 12,9%). Le informazioni di cui hanno più bisogno sono quelle legate al diritto dautore (61,5%) e ai contratti (48,7%).

Non è più possibile alimentare, come emerge dalla ricerca, la confusione tra dati di vendita di libri, indice di lettura in Italia e guadagni degli scrittori. Ciò significa che risulta del tutto anacronistico pensare che più libri si vendono, più crescono le percentuali di lettura e più guadagnano gli scrittori. Non è più così o, forse, non è mai stato così. Perché sono cambiate le modalità di edizione, di distribuzione, di commercializzazione dei libri, di pratiche e dispositivi per la lettura, e di condivisione dei libri attraverso le piattaforme digitali, reali e reticolari.

Pertanto, per riconoscere la professione di scrittore diventa necessario ed importante, innanzitutto, porre l’attenzione sulle azioni del prestito (bibliotecario),  e dell’equo compenso per copia privata.
L’indagine e le sue risultanze hanno posto al centro dell'attenzione il ruolo dello scrittore in Italia. I numeri, i dati, le statistiche raccolte dichiarano un cambiamento dello scenario culturale e digitale nel quale siamo immersi sostengono, in definitiva, un mutamento profondo di paradigma: lo scrittore, da quello più affermato all’esordiente, non può più essere solo; non può più pensare a coltivare solo il suo orticello di scrittura. Deve confrontarsi, dialogare, convivere e, soprattutto, fare rete con gli scrittori perché la sua voce sia realmente protagonista del mercato editoriale e culturale.

Lo stimolo alla lettura, in Italia, si deve unire al riconoscimento della professione di scrittore. Ma, in particolare, gli scrittori devono prendere consapevolezza, una volta per tutte, che la loro forza di scrittura e la difesa dei loro diritti può passare solo attraverso la condivisione e il loro farsi comunità, più estesa possibile, off line ed on line, può, se si vuole, farsi sindacato. Andando oltre le divergenze, le distanze e le diversità, in questo modo gli scrittori potranno dare voce alla loro esistenza, avranno forza per denunciare le loro difficoltà e le condizioni nelle quali sono costretti a vivere.

Sterile è rimanere fermi nelle discussioni e nei dibattiti sulla crisi dei libri e sul loro futuro, sui fatturati delle case editrici, proficuo può essere riavvicinare il mestiere ad una protezione di generale matrice istituzionale e collettiva. Ciò al fine della costruzione di un nuovo e necessario umanesimo culturale che può caratterizzare tutti quei soggetti, istituzionali e non, che lavorano per gli scrittori e con gli scrittori.
RICERCA COMPLETA CONDIZIONE ECONOMICA DELLO SCRITTORE
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